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Hugo Chávez: ha scoperto tutto

Pubblicato da Giancarlo Mostachetti martedì 8 novembre 2011 , , ,

Cosa succede con la salute dei leader progressisti (dittatori comunisti) dell'America Latina? Il caudillo Hugo Chávez ha scoperto tutto!

Il presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Hugo Chávez, ha riflettuto questa domenica sui problemi di salute che angosciano alcuni dei piccoli Stalin in sedicesimo dell'America Latina. “Che cosa tanto strana che sta accadendo in America Latina con alcuni leader progressisti. È morto Kichner. Quindi il tumore di Dilma Vana Rousseff, quello di Fernando Lugo, di Chávez, ed ora di Luiz Inácio Lula da Silva”, ha riferito il Beiçola bolivariano in contatto telefonico con il programma Kiosco Veraz trasmesso dalla televisione di stato venezuelana.

Secondo "faccia di pallone", come, Hugo Chávez, viene chiamato da tempo, dopo la notizia del tumore che affligge l'ex presidente brasiliano sono sorte speculazioni su questa strana coincidenza, benché senza basi scientifiche, che suggeriscono terrificanti connessioni con certe azioni imperialistiche.

Precisava che sta leggendo un libro dello scrittore venezuelano Luis Brito Garcia che fa riferimento agli oltre 900 attentati, perpetrati dal Governo degli Stati Uniti, contro il leader cubano Fidel Castro. Attentati ovviamente diretti dalla solita Cia. Il dittatore venezuelano sottolinea un passo del libro, dove viene ricordato che l'anno scorso il semi-dittatore ecuadoregno, Rafael Correa, “sfuggì per miracolo” alla morte. Lo steso libro rileva che non si conosce il numero di attentati contro Chávez.

Dato che era in vena di dire baggianate, dall'America Latina è passato al bacino mediterraneo, commentando la strana morte del terrorista e pluri-omicida palestinese, Yasser Arafat, morto a seguito di un misterioso disordine del sangue, avanzando l'ipotesi che il Mossad gli abbia somministrato del tallio, un tossico impiegato come ratticida, per provocarne il decesso.

Chávez non poteva non menzionare che esistono dati dimostrando la responsabilità degli Stati Uniti nell'utilizzare l'assassinio come politica di Stato. Nella sua sgangherata accusa dimenticava di citare i dati in suo possesso. Ma questo è un particolare irrilevante, l'importante è dire che esistono.

Passando a dare i numeri del lotto, trasse dalle pieghe del suo cervello in metastasi, il ricordo che la Cia assassinò 23.000 presunti membri del Vietcong, e nell'anno 1965, un mezzo milione di supposti comunisti in Indonesia.

Quindi informava i tre ascoltatori della trasmissione che "Pochi giorni fa, Barack Obama proclamò il genocidio in Libia come il modello delle relazioni internazionali", precisando che quasi piangeva di emozione quando vide l'assassinio di Gheddafi.

Secondo il chiaroveggente venezuelano, ora gli USA hanno posto il loro rapace occhio sulla Siria, sull'Iran, e ovviamente sul Venezuela, oltre che sulle nuove leadership dell'America Latina.

Finalmente concludeva il suo sproloquio affermando di aver avvistato il cocainomane Evo Morales, Daniel Ortega ed altri presidenti “di fare molta attenzione. Perché non dobbiamo adesso farne un'ossessione od una mania di persecuzione, ma è vero, l'assassinio è stato utilizzato dall'Impero da molto tempo come politica di stato”.




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