Il Brasile è rimasto (volontariamente) escluso dall'accordo sulle Aste Pubbliche, considerato dall'Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) come un trattato anti corruzione. Era da aspettarselo.
Giovedì 15 i paesi ricchi hanno sottoscritto un'ampliamento dell'intesa che aveva già garantito l'apertura del mercato degli acquisti governativi e stabiliva regole per la trasparenza nei contratti.
"Questo accordo è uno strumento contro la corruzione" affermava il direttore generale della Omc, Pascal Lamy. Per Michel Barnier, commissario dell'Europa, l'accordo garantirà l'apertura ad un mercato di 600 miliardi di euro. Benché il Brasile fosse atteso per sottoscrivere l'accordo, questi ha rifiutato l'invito.
L'ambasciatore Antonio Patriota, precisava che l'accordo "non interessa al Brasile", poiché, secondo il poco patriota ma molto corrotto Patriota, si tratta di un accordo ristretto ad una piccola cerchia di paesi, e che le priorità del Brasile sono gli accordi per gli acquisti governativi sul mercato dei paesi latini.
In realtà sarebbe stata proprio una gran faccia tosta di un governo corrotto come quello brasiliano sottoscrivere un trattato mondiale contro la corruzione. Il governo che ha realizzato il più grande schema di corruzione che si sia mai visto nella storia del paese.
Un governo che perde un ministro alla settimana perché coinvolto in corruzioni milionarie, un governo dove l'attuale presidente della Repubblica era coinvolta nell'acquisto di influenze quando era Ministra della Casa Civil, corruzione che continuò poi la sua amica Erenice Guerra.
Un paese che manda in Svizzera il suo Ministro dello Sviluppo, Commercio e Industria, Fernando Pimentel, che nel 2009/2010 ha guadagnato 2 milioni di reais come consulente, per consulenze mai prestate, dopo aver lasciato la Prefeitura di Belo Horizonte, prima di diventare ministro.



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