Le migliaia di morti della guerra libica e le crude immagini dell'esecuzione del dittatore Muammar Gheddafi, non hanno raggiunto lo scopo che il guerrafondaio Nicolas Sarkozy si era ripromesso. Pubblicizzare i suoi costosi Rafale (raffica in italiano) e favorirne la vendita per dare una boccata di ossigeno alle asfittiche casse della Dassault.
Correva il 7 settembre 2009, durante la commemorazione ufficiale della Festa dell'Indipendenza, che l'allora presidente del Brasile Luiz Inácio Apedeuta da Silva informava il suo innamorato Nicolas Sarkozy, presente (guarda caso) alla sfilata, che il Brasile avrebbe comperato ben 36 caccia multiruolo Rafale.
Inutile ricordare ai lettori la disputa tra le tre grandi compagnie che si disputavano la vendita dei 36 caccia al Brasile, che deve rinnovare la sua flotta di supersonici della Forza Aerea Brasiliana, che vedeva contrapposti Dassault con i suoi Rafale, la statunitense Boeing con gli F-18 Super Hornet e gli svedesi della Saab con i loro Gripen NG, elencati in ordine di costo da l più caro a quello meno caro.
Da allora il fanfarone apedeuta prima e la terrorista Dilma dopo, hanno continuamente imbrogliato Sarkozy sulla data di acquisto, scaricando le responsabilità sui vari cavilli burocratici, senza mai parlare che in realtà quello che manca sono i soldi. (Nota: Nel frattempo la poverella Italia, senza tanta pubblicità, acquistava 20 cacciabombardieri).
Per invogliare i probabili clienti la Francia, per mano del Napoleone in sedicesimo, il guerrafondaio Nicolas Sarkozy, scatenava la guerra di Libia, per mostrare le capacità tattiche e operative del suo gioiello. Per questa ragione la maggior parte delle operazioni aeree sulla Libia vedevano la partecipazione dei costosi giocattolini di Nicolas guerrafondaio.
Con tutti i morti e il sangue versato per mostrare le capacità operative del mezzo aereo, nessun cliente si è fatto avanti, anzi, alcune negoziazioni in corso con alcuni paesi del mondo sono miseramente fallite, da qui la Dassault ha deciso di sospendere la produzione della supercostosissima macchina da guerra.
Oggi (7 novembre) il ministro della Difesa francese, Gérard Longuet, ha comunicato che la Dassault cessa la produzione dei costosi oggetti dopo che saranno consegnati gli aerei richiesti dalla stessa aviazione francese, unica acquirente dell'aereo.
Da un lato questa notizia farà felice la Dilma e Nelson Incompetente Jobim, che dovranno porre la loro attenzione solo su due concorrenti. Il sogno di Jobim e Lula di favorire ancora una volta i francesi sembra svanito nel nulla.
Ma da dove nasce questo strano amore di Lula e Jobim per i mezzi francesi, dopo aver ricevuto il pacco acquistato a peso d'oro, nel 2000, della portaerei ex-francese Foch (R 99) della classe Clemenceau, che aveva servito 37 anni nella Marina francese, e rinominata São Paulo (A 12), ferma dal 2005 per riparazioni che non si possono fare?
Non contenti di questo bidone volevano favorire i francesi nell'acquisto dei caccia, li hanno favoriti nell'acquisto di mezzi sottomarini, tra cui lo scafo del futuro (futuro remoto) sommergibile nucleare brasiliano. Francesi che contrastano il Brasile anche nel campo dei vettori spaziali con la loro base sudamericana, specialmente dopo lo strano incidente della base missilistica brasiliana.
Comunque, per ora, il pagliaccio che sorride a Angela Merkel ha subito una bella ridimensionata, poi più avanti vediamo quali altre legnate si prende sul groppone. Perché ride bene chi ride ultimo.
Gigantesco Flop della Francia
Pubblicato da
Giancarlo Mostachetti
mercoledì 7 dicembre 2011
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