Con l'emittente TV invasa dai militari, Clarín critica la posizione del governo contro la stampa. Ossia come Don't cry for me Argentina diventa I cry for you, Argentina.
Cristina Kirchner, fedele al dettato della coppia terroristica Fidel Castro/Hugo Chávez, sul controllo della libertà di stampa, ha fatto invadere, martedì 20, la sede della emittente TV argentina Cablevisión, colpevole di essere una voce liberale contro il dilagante potere comunista in Argentina.
Nella sua versione on-line, il Clarin, quotidiano del gruppo Cablevisión, ha duramente criticato l'azione dei militari, riferendo che i suoi legali hanno presentato denuncia per invasione e abuso di autorità.
L'azione repressiva è nata da una denuncia del canale concorrente, Supercanal, che, senza mezzi termini, viene definito dal Clarin come "allineato al Kirchenismo" facendo chiara allusione a Cristina Kirchner, attuale presidente dell'Argentina. Supercanal denunciava il gruppo Clarin di concorrenza sleale.
Il Clarin fa rilevare che l'azione è stata ordinata dalla Magistratura di Mendoza, città in cui il gruppo Cablevisión non dispone di copertura, e di conseguenza, di utenti, non potendosi quindi ravvisare l'eventuale concorrenza sleale. E continua. il Clarin, informando che all'operazione erano presenti fin dall'inizio dell'operazione, avvisati dalla solita gola profonda, dai giornalisti delle emittenti che sostengono il governo di Cristina.
Anche la stampa brasiliana, genuflessa di fronte alla rapinatrice Dilma Vana Rousseff e al suo anfitrione Luiz Inácio Apedeuta da Silva, amici e compagni della Cristina e soggetti come questa alla coppia satanica Fidel Castro/Hugo Chávez, hanno solo accennato all'azione poliziesca.
Anche Ariel Palácios, corrispondente da Buenos Aires del quotidiano brasiliano Estadao.com, già sottoposto a censura dal metallurgico Re Nudo, e Deliz Ortiz, del portale brasiliano G1 e TV Globo, dettero la notizia del fatto con la mera riproduzione di lanci delle agenzie internazionali o dello stesso sito del Clarin.
La trionfale marcia del comunismo, in America del Sud, sta guadagnando, ogni giorno che passa, sempre più velocità, e sta trasformandosi in corsa sfrenata per trasformare tutto il continente in una Cuba di dimensioni gigantesche.




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