Cosa vediamo in questa foto abbastanza datata. Vediamo alcuni uomini, tra cui quello con una faccia da bambino che sta legando la benda sulla faccia di un condannato a morte. Volto giovanile, quasi effeminato. Questo ragazzino ha un nome: Raúl Modesto Castro Ruz, più conosciuto come Raúl Castro, attuale presidente di Cuba, fratello minore di Fidel Alejandro Castro Ruz conoscito come Fidel Castro.
La storia non riporta il nome della vittima dell'esecuzione senza processo di questo ignoto castrista. I fratelli criminali insieme al loro degno compare, il medico argentino, che invece di salvare vite provava un lirico piacere ad assistere agli ultimi istanti di vita delle sue vittime, punivano anche i compagni per il minimo errore, fosse anche solo la mancanza di rispetto.
Non meno di 17 mila (alcuni parlano di oltre 20 mila) persone furono assassinate in questa maniera nell'isola, molti di più, vicino ai 100 mila, si stima siano quelli affogati nel tentativo di fuggire dall'isola. Per i felici abitanti del "paradiso socialista" era preferibile una morte quasi certa tra le onde che vivere nell'isola.
All'inizio del 2011, il presidente cinese Hu Jintao visitò gli Stati Uniti, dove lo stesso si concesse ad un'intervista collettiva con il presidente statunitense Barack Obama, che senza mezzi termini dichiarò, forte e chiaro: "La storia dimostra che le società sono più armoniose, le nazioni hanno più successo, e il mondo è più giusto quando i diritti umani e le responsabilità di tutti i paesi del mondo sono soddisfatte, compresi i diritti di ogni essere umano. Gli Stati Uniti vedono i diritti umani come un valore universale anche per la Cina".
Nel quotidiano Estadão di oggi (1° febbraio), Maria Aparecida de Aquino, petista e professore di Storia della USP, parla come membro del partito, non come accademica, che è quello che fanno tutti i professori universitari brasiliani legati a doppio filo con il PT, il che mette in evidanza la cattiva destinazione del denaro pubblico, comportandosi come "sbirri" dell'organizzazione.
Secondo l'illustre prefossero, se Dilma richiedesse il rispetto dei diritti umani "starebbe ledendo tutte le norme diplomatiche". Come si può notare, dall'esempio del discorso di Barack Obama, questa signora non sa quello che dice e pone la sua reputazione accademica al servizio della causa. Si tratta di un discorso vergognoso. Ma queste persone avranno il coraggio di affrontare gli studenti il giorno dopo?
Si può domandare alla Maria Aparecida, ma certamente non avremo mai una risposta: Jimmy Carter “lese tutte le norme diplomatiche" quando difese i diritti umani durante la sua visita in Brasile nel 1978? Fece male?
Non è che le due dittature si possono comparare, è chiaro! In un conteggio abbastanza a favore della sinistra, in Brasile morirono 424 persone durante il regime militare brasiliano, mentre la tirannia cubana risponde per la morte di oltre 100 persone. E ancora non ha cessato di uccidere.
In Cile, durante la dittatura di Pinochet sono morte tremila persone. La stessa carneficina argentina, con lo scandaloso conteggio di 30 mila vittime, perde di brutto contro i fratelli Castro, tarati per i cadaveri.
Senza contare i 25 milioni della Russia, i 70 milioni della Cina o i tre milioni della Cambogia. Per certi personaggi i morti prodotti dalla sinistra servono come esempio educativo a reprobi che non comprendono il piacere di vivere nei "paradisi socialisti".
Poi non poteva mancare il discorso di Dilma Vana Rousseff: "Noi parleremo di diritti umani in tutto il mondo? Dobbiamo prima parlare dei diritti umani in Brasile, negli Usa, a rispetto di una base qui installata che si chiama Guantánamo”.
Cosa suggerisce Dilma? Che quel nano omicida che governa Cuba, Raúl Castro, può, quindi, fare quello che vuole finché esiste Guantánamo o finché continua il finto embargo, che di fatto non è mai esistito? Questa è solo una delle fantasia della sinistrata su Cuba, ma occorre rilevare che afferma di non intromettersi nella sovranità di un'altro paese (Cuba), ma nello stesso tempo si intromette negli affari interni degli Usa.
Pubblicato anche su www.mostachetti.net




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