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Presidente Dilma, ma non hai vergogna?

Pubblicato da Giancarlo Mostachetti venerdì 3 febbraio 2012 , , , ,

Si, proprio "Presidente! Uso questa parola perché ho studiato in scuole pubbliche, quando ancora insegnavano e non facevano politica. Scuole che, in Brasile, non esistono più. Ed in queste scuole, come tutti, ho appreso, che indipendentemente dal sesso di chi lo esercita, questa è la parola esatta per questa carica, anche se la signora abbia tentato, fin dall'inizio del suo mandato, per puro capriccio, di farsi chiamare "Presidenta".

I bacia-pile di turno, benché sappiano che la parola presidente è un sostantivo dei due generi, valita tanto per il maschile che per il femminile, tentarono perfino di aiutarla nel modificare la lingua portoghese, ma non ci riuscirono, almeno nella pratica, perché, per coerenza, dovremmo incominciare a chiamare una mendicante di "mendicanta" e così continuando.

Ma i nuovi dottori, Presidente, stanno uscendo dalle università private senza riuscire a coniugare correttamente i verbi utilizzati nel test per il loro primo impiego. Ma questo non è il tema centrale che voglio affrontare qui. Il mio intervento si riferisce alla notizia ampiamente divulgata del fatto che nel suo viaggio a Cuba il Brasile abbia imprestato soldi a quel paese.

Al suo ritorno non deve aver sentito alcun problema con l'atterraggio del suo aereo, perché, come Presidente era stato temporaneamente bloccato lo spazio aereo perché il suo ritorno fosse senza rischi. Ma non è quello che è successo con gli altri brasiliani che in quel momento stavano volando con la stessa destinazione e che l'incapacità dell'aeroporto già stavano colando in circolo sulla città, sperando a loro volta di atterrare.

Una volta in terra brasiliana sostituì l'aereo con l'elicottero, per raggiungere tranquillamente la sua residenza ufficiale, perché altrimenti avrebbe esperimentato sulla propria pelle cosa vuol dire transitare sulle strade brasiliane, piene di buche simili a crateri lunari o con rappezzi di pessima qualità. Perché la differenza del denaro tra il buono ed il pessimo prodotto deve essere fornito al suo corrotto governo.

Giungendo nelle ore notturne, quando le persone dovrebbero riposare, sarebbe passata davanti ad un centro di assistenza o ad un'ospedale convenzionato SUS, avrebbe visto lunghe file, con bambini ammalati, appesi al collo di madri già vecchie pur essendo minorenni, in attesa dell'alba nella speranza di aver un briciolo di fortuna e ottenere un numero d'ordine per ricevere le cure del caso. Saprebbe, leggendo i giornali, che alcuni morirono in queste file, senza mai essere stati visitati.

Determini, signora Presidente, che gli sia riservato, sulle reti televisive nazionali, uno spazio in prima serata, per spiegare ai brasiliani che le persone diagnosticati di gravi malattie mesi rimangono mesi in fila d'attesa, perché il paese non dispone di risorse sufficienti per soddisfare la sua popolazione con le cure mediche necessarie, ma in grado di offrire i soldi al mercato Comune Europeo per rimediare i suoi debiti e imprestare denaro a Cuba

Presidente Dilma, nello stesso orario, spieghi ai brasiliani perché tutti gli anni muoiono centinaia di persone, sepolti vivi da metri di fango, in diversi stati, perché il governo non ha abbastanza soldi per finanziare con tassi di interesse agevolati, case decenti, costruiti in luoghi sicuri.

Spieghi, signora Presidente, che l'educazione brasiliana è di pessima qualità perché il paese non ha soldi sufficienti per preparare meglio gli insegnati e pagargli stipendi degni, di chi ha la responsabilità di insegnare a coloro che saranno il futuro del paese, ma può costruire una ambasciata brasiliana in Tuvalu e perdonare i debiti dei paesi africani in cambio di voti per ottenere un seggio permanente al Consiglio di sicurezza dell'ONU come desiderava il suo predecessore.

Spieghi cose semplici, affinché la popolazione brasiliana possa comprendere, presidente Dilma, oppure la signora ha vergogna.


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